Piccola e media editoria: la fiera che non c’è più.

Sono stato ieri alla fiera della piccola e media editoria che erano anni che non andavo, non ricordo nemmeno quanti. Una volta non c’era edizione che perdessi, non tanto per merito mio, quanto per colpa di mio nonno che mi ci trascinava.

Mio nonno abitava fuori Roma, in campagna, e in città ci veniva una volta l’anno, per raggiungere la fiera. Si manifestava un giorno a casa nostra, così, senza preavviso, che fuori era ancora notte fonda. Accettava un caffè dalla figlia, rifiutava l’invito a sedersi, poi, dopo aver ringraziato per il caffè, annunciava che quel giorno avrei saltato la scuola e sarei andato con lui. Mia madre non osava contraddirlo. Controllava solo che fossi ben coperto, mi dava un bacio sulla guancia poi prendeva alcune monete dal cassetto e le faceva scivolare nella tasca del mio bomber.

Ricordo il freddo, il passo di mio nonno che non riuscivo a sostenere, poi l’alba, annunciata da mio nonno non senza tradire una punta d’impazienza, mentre scrutava con sospetto le altre persone in cammino lungo la strada e le loro facce sonnolenti tanto in disaccordo coi colori accesi di cravatte e fazzoletti che indossavano. Anche lui aveva l’abito della domenica, con tanto di cravatta e fazzoletto celeste che spuntava dal taschino. Camminava ripetendo il programma della fiera e si assicurava che lo mandassi a memoria e ogni volta che sbagliavo me lo faceva ripetere da capo. Volevo morire.

L’arrivo era poi per me sempre uno shock ulteriore, non tanto per le persone (a quell’ora vi era sempre poca gente) quanto per i librai che, letteralmente invasati, animavano gli stand urlando e dimenandosi alle ricerca di intercettare le attenzioni dei passanti. Solo la presenza di mio nonno riusciva a vincere le mia volontà, che era quella di fuggire il prima possibile da quel posto. Mi stringevo a lui e osservavo i librai, i loro cappelli di paglia, i loro completi bianchi con le bretelle in vista, quei loro tipici bastoni che utilizzavano per indicare i vari libri che pendevano dai ganci ma anche, e non di rado, per assestare colpi sulle mani dei librai degli stand vicini, colpevoli magari di essersi sporti oltre lo spazio che gli spettava o di aver toccato il libro sbagliato. Anche io dovevo stare attento perché i bambini erano rari ed era inoltre consuetudine alla fiera affibbiargli calci sugli stinchi, sputargli addosso o depositargli una gomma da masticare tra i capelli, tutte usanze che in fiera si volevano latrici di buona fortuna.

Mi ricordo che alcuni librai particolarmente estrosi erano al tempo delle vere e proprie celebrità. Questo aveva creato forti dissapori tra le case editrici che se ne contendevano i servigi. Già in quegli anni, proprio per porre un freno all’escalation di violenza che aveva caratterizzato le prime fiere, i librai venivano estratti a sorte cosa che aveva di certo calmato le acque, anche se agli occhi esperti di mio nonno non sfuggivano certi dettagli, certi atteggiamenti, certe frecciate che si lanciavano i librai tra stand e stand, segno che gli attriti, che una volta sfociavano subito in violenza, erano ancora presenti e stavano trovando altre vie per esprimersi.

Era un vero spettacolo, comunque, poter assistere alle performance di alcuni librai. Camminavano in lungo e largo per gli stand fischiando verso i passanti e passandosi i pollici sotto le bretelle. Quando qualcuno si avvicinava gli passavano un libro sotto al naso con malizia, in modo da fargli assaporare l’odore della carta. Poi lo ritraevano di colpo, lo lanciavano in aria per poi riprenderlo, vi sbattevano le nocche sul dorso tessendone la solidità, oppure invitavano il malcapitato a valutare la perfezione della rilegatura, la piacevolezza tattile della carta utilizzata, l’eleganza della veste grafica. A volte lasciavano persino intravedere per qualche attimo quello che c’era sotto la sovraccoperta e non di rado le donne, stizzite, finivano per trascinare via i propri mariti di peso tra urla e risate degli altri avventori. Anche mio nonno riconosceva il talento di alcuni librai, seppure disprezzava quelli che se ne facevano abbindolare e che passavano le ore a contrattare sul prezzo. Lui i librai li conosceva tutti e tutti li chiamava per nome. Con alcuni scherzava, discuteva, ma solo con pochissimi, quelli più anziani, parlava di libri. Le sue rare discussioni erano, ahimè, molto lunghe ed io in quei casi, a mio rischio e pericolo, mi allontanavo qualche minuto per comprare frattaglie, lumache, o cosce di rana, che erano i classici cibi allora in voga alla fiera. Vendevano anche gli Happy Meal nella loro apposita confezione, ma a me faceva troppo senso vedere cibo uscire da una casetta di cartone con le finestrelle e tutto. Mi ricordo di un anno che mio nonno volle farmelo mangiare a tutti i costi e finii per vomitarne il contenuto sullo stand “Albatros il Filo”. Mi ricordo che mio nonno dovette scusarsi ma questi pretesero comunque dei soldi. Da quell’anno per me solo frattaglie.

Insomma quello di ieri è stato un tuffo nel passato per me, un tuffo nei ricordi di una fiera che non esiste più. Tutto è cambiato. A partire dalla navetta, dalla fila in piazza, dal programma stampato che uno può mettersi nella borsa senza dover mandare a memoria! La fiera si è trasformata in una manifestazione per famiglie. Era tutto un passeggino, un ruttino, un bavaglino, un rigurgitino. Quasi ho invidiato questi fanciulli a cui venivano distribuiti pennarelli e fogli bianchi, mentre ai miei tempi al solo vederci si sprecavano calci ed espettorati. Mio nonno sarebbe scappato a gambe levate a tale spettacolo. A me invece la cosa non è dispiaciuta. Certo, i librai di oggi sono timidi, restii al dialogo, hanno tutti le stesse montature di occhiali e hanno il pallino dell’incipit giusto, dell’incipit che funzioni.  Ma se ti avvicini con gentilezza, gli parli con calma e gli assesti un ceffone a tradimento poi può accadere che si destino e dimentichino gli incipit. Alcuni, adeguatamente insultati, hanno anche espresso delle opinioni interessanti, anche se quelli che hanno simpatie per le scuole di scrittura di solito non danno segni di vita. In quei casi i ceffoni non funzionano, la violenza, seppur consiglio di esercitarla, resta fine a sé stessa. Per questi casi io ho un asso nella manica, un trucco che un vecchio libraio amico di mio nonno mi ha insegnato ad effettuare in cambio di un cartoccio di frattaglie e del permesso di sputarmi sulla capoccia. Bisogna prendere un libro…che ne so di Gadda, di Faulkner o di Vargas Llosa e glielo si deve passare sotto al naso. Poi bisogna sbattere con violenza le nocche sul dorso, fare frusciare le pagine, decantare la qualità dell’immagine di copertina. Poi quando lo hai abbindolato lasciare intravedere cosa si nasconde sotto la sovraccoperta, ma bisogna stare attenti a farlo con giudizio, con estrema discrezione, potrebbe non reggere e svenirti tra le braccia.

Happy_Meal

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Segnalazione letteraria: “La magnitudine dell’indigenza” di Girolamo Grammatico.

Vi segnalo un libro sui senza dimora. Non è un saggio o un testo d’inchiesta, ma una raccolta di poesie. Ve lo segnalo perché credo si tratti di un strumento di cui molti si dovrebbero dotare qualora avessero voglia di conoscere la realtà dei senza dimora, forse anche più di molti dei saggi che mi è capitato di leggere sull’argomento in questi anni.

L’autore si chiama Girolamo Grammatico è un operatore sociale ed è il presidente de La Casa di Cartone. A volte ha delle camicie discutibili, ma in definitiva è uno di quelli che se lo conosci e lo incontri, anche per caso, ti fermi volentieri a parlargli pure se hai lasciato il gas aperto o i pupi nella vasca o tutte e due le cose.

Il libro è edito da Giulio Perrone e QUI trovate il link al sito con la scheda e tutte le cosette dove devono stare. Costa 12 euro, lo so non sono pochi, ma sempre meno di Ammaniti e meglio tutta la vita.

Qui invece trovate dei simpatici booktrailer che l’autore ha realizzato con alcuni senza dimora nei dintorni della stazione Termini…non ve li perdete….i senza dimora in questione ci rimangono male se non lo fate e loro ne hanno subite già abbastanza di delusioni.

Potete invece conoscere l’autore e vedere cosa ha da dirvi giovedì 22 Novembre a Roma in Via degli Aurunci 38 a San Lorenzo presso la libreria Giufà (ore 19.00). Badate bene che ci sarò anche io… quindi mi sembra un’occasione da non perdere davvero per farci quattro chiacchiere e vedere chi regge meglio l’amaretto di Saronno. 

Questa foto qui sotto è tratta dal booktrailer. Qualcuno mi spieghi come inserire i video qui su WP.

P.S. Se vi presentate all’appuntamento del 22 e dite di averlo saputo tramite questo post c’è un simpatico abbraccio per voi e la mia più sincera stima.

Grazie a tutti.

S

Subdoli nasoni EBREI: Stormfront cap. 1

Stavolta è diverso…

Ho raccolto frasi da Anobii, dal blog di Beppe Grillo, da Trip Advisor, dai siti su extraterrestri frequentati da compottisti e studiosi della Bibbia fai da te, ho raccolto persino frasi di vegani, asessuali, scatenatissimi feticisti del piede o frasi di fan di Berlusconi, ma ho sempre precisato che non era mia intenzione utilizzare le frasi raccolte per esprimere un giudizio qualitativo sul fenomeno analizzato. Le frasi fanno ridere ok, sono simpatiche, i titoli che utilizzo sono più o meno divertenti (evidentemente un po’ forzano il senso a volte), ma tutto qui. Sarebbe assurdo screditare un movimento partendo da una arbitraria selezione di frasi scritte dagli utenti che ne frequentano il sito di riferimento! L’ho spesso specificato ed ho sempre invitato a leggere le frasi raccolte più con un’attenzione al rapporto tra utenti e scrittura in generale che come un modo per comprendere un dato fenomeno. Questo non significa che mi sono nascosto (i titoli di alcune frasi sono più che eloquenti) ed inoltre in alcuni post ci sono riflessioni più o meno articolate nelle quali non mancano critiche ben precise (ad esempio nel caso del Movimento 5 Stelle).

Stavolta è diverso però… perché di fronte a tanta idiozia, di fronte alla negazione dell’olocausto, di fronte al razzismo più bieco di chi crede nella superiorità genetica e morale della razza bianca, di fronte a chi crede nella legittimità e necessità di leggi razziali, nel rogo dei libri non conformi… insomma di fronte a chi si riconosce nel nazionalsocialismo tedesco e crede che Hitler sia stato il più grande uomo bianco nella storia… beh,  non c’è discorso che tiene. Considerate dunque le frasi raccolte come un monumento alla stupidità, alla grettezza, a quello che vi pare… leggetele, fatele girare, ragionateci su e ditemi la vostra.

Il sito dal quale sono state raccolte è Stormfront, un sito americano (io mi sono occupato del forum italiano) fondato da un ex membro del Ku Klux Klan che vanta di essere la più grande piattaforma di bianchi identitari che promuovono l’orgoglio bianco. Stavolta mi sono concentrato unicamente su quella che loro definiscono “la questione ebraica”, ma credo che farò uscire altri post a riguardo di questo bel sito… sempre che non lo chiudano prima, cosa che in realtà mi auguro con tutto il cuore che avvenga.

Leggete con attenzione le frasi ma, attenzione, sono solo per chi ha uno stomaco forte!

 

La banalità del male

Io mi batterò in tutti i modi che mi sono possibili x far capire che gli ebrei sono il male assoluto

(Joeyskingirl)

Ultime da Auschwitz

Per gassare sì, ma i parenti prossimi dei giudei: i loro pidocchi.  Ultime da Auschwitz.

(NP)

Acronimi

Se tutti vedessero questo video, capirebbero quanti sono vigliacchi e luridi questi esseri. ALL JEWS ARE BASTARDS.

(AJAB)

Uso delle fonti

Ma dobbiamo sempre ricordare ai signori nasoni queste parole? “È successo una volta, può succedere ancora”

(Ulfgrim)

La deduzione

I veri motivi per cui l’ebreo ha lasciato sono a noi oscuri, ma possiamo star certi che l’ebreo l’ha fatto per interessi ben definiti che non conosciamo

(Complottogiudaico)

Ironia antisemita

…la foto di Rabbi Caccola è meravigliosa…

(Biomirko)

Piccoli passi

L’apartheid evita che ci sia meticciato fisico e culturale. Ovviamente non è la soluzione definitiva, ma è un passo necessario in attesa di espellere tutti gli extracomunitari. Del resto, anche gli ebrei sono passati prima dal ghetto e poi dai campi.

(DeathMask)

Piccola lezione di antropologia culturale

l’uomo bianco ha inventato cose PRATICHE pechè legato alla sua terra: l’aereo, il cinema, il treno, l’automobile ecc. l’ebreo ha sparso il veleno disgregatore delle IDEE ASTRATTE poichè il loro popolo è ASTRATTO(senza terra) così come il loro DIO che non ha forma fisica come quello cristiano, di conseguenza l’ebreo ASTRAE tutto e sovverte il mondo CONCRETO su cui era basata la società europea!

(Comploto giudaico)

Cit.

La shoah è una cagata pazzesca!

(Blutfahne1970)

Memoria storica

se vai in metro senti ragazzini di 11-12 anni c’hanno sempre negro di merda in bocca, è salutare dire ebreo o rabbino si è perso invece, misà che ora non sanno manco cosa significa, ce l’hanno fatto dimenticare!

(edjursuna)

L’identikit

cos’è un ebreo? una allogeno, sei volte geneticamente distante da noi, di sangue semita, propenso a idee bolsceviche impresse nei suoi geni in seguito a secoli di “persecuzioni”(meritate), , quindi, un parassita della società sovversivo… ecco cos’è un ebreo….

(Complottogiudaico)

Omino Bianco potenzialità infinita

Per indebolirci i giudei hanno promosso l’egualitarismo incitando al meticciato con le razze “scure” per annullare le infinite potenzialità della razza bianca.

(Rivoluzione bianca)

Piccola lezione di storia della psicanalisi

La teoria psicanalistica di Freud per esempio deriva dalle perversioni sessuali degli ebrei , rinchiusi nell’endogamia dei ghetti per secoli.

(Westernationalist)

Contestualizzare il problema

Eh no…Se per liberarci dalla Plutocrazia giudaica devo ammettere nella MIA società NEGRI, Musulmani, Magrebini e tutta l’altra feccia mi tengo gli EBREI, che almeno li conosco

(Mediolanum)

Indizi

questo non signifca che se uno ha quei cognomi è al 100% ebreo ma ha un alta probabilità di esserlo, inoltre se è “pieno di soldi” e abita in centro citta la probabilità cresce ancora di più….

(Complottogiudaico)

Tautologie

gli ebrei vanno considerati razza, anche in virtù del loro ebraismo, se non fossero “ebrei” non li considererei una razza distinta

(Complottogiudaico)

Senza titolo

Quando muore un “sopravvissuto” sono sempre triste: le loro comiche cazzate mi divertono molto!
Comunque pare che morendo abbia esalato un ultimo grugnito…

(Blutfahne1970)

Quark

Dove c’è marciume e degrado lì c’è l’ebreo!

(Blutfahne1970)

I paragoni che non ti aspetti

è ipocrita criticare il Talmud. E’ il loro Mein Kampf.

(Partenopeo)

Kandinskij

gli ebrei infatti non essendo legati ad un suolo in particolare, ed essendo assai deboli fisicamente tendono ad astrattizzare.

(rivoluzionebianca)

Naaaaa…

“La vita è bella” è stato un film davvero meraviglioso. E in qualche modo lo vedo ancora oggi come un film di ottima fattura, peccato sia fin troppo “ebreo” il messaggio lanciato.

(Glemselens)

Essere in pace con sé stessi

non sono l’unico a pensarla come me su StormFront

(Druido)

Sudate vacanze

Ma quali lager? Quelli in cui gli ebrei lavoravano o oziavano mentre il resto dell’Europa combatteva

(Longobard)

Lo zio d’Austria

Tito distrusse il tempio e diede una grossa mazzata ai nasoni, Filippo II di Spagna introdusse le leggi razziali in Spagna (…) però lo zio è lo zio!

(Romanus)

 Non violenza

Una soluzione non-violenta per il problema ebraico,a mio avviso,non potrebbe che essere la sterilizzazione.

(Eclipser)

Luccicanza

quando mi e’ capitato di parlarci per lavoro,ho potuto notare quel luccichio negli occhi di chi e’ piacevolmente schiavo del denaro…

(nocte favente)

Lo scontro

effeminatezza semita contro fiera viriltà ario/olimpico/solare.

(Rivoluzione bianca)

Piccola lezione di medicina

il carattere sovversivo ebreo porta a depennare arbitrariamente malattie, come l’omosessualità, per puro scopo di “rivalsa sociale”

(ComplottoGiudaico)

Una delle tante immagini sugli ebrei reperibili su Stormfront

Invio di proposte editoriali a Stefano Mosso: istruzioni che gradirei fossero lette con attenzione.

Gentili editori,

a fronte delle numerose proposte che mi vengono quotidianamente sottoposte sono stato costretto a compilare alcune indicazioni che siete pregati di leggere attentamente prima di inoltrare al sottoscritto qualsiasi tipo di proposta di pubblicazione.

Indicazioni generali.

Prima di contattarmi siete pregati di valutare attentamente che la vostra linea editoriale sia affine a quello che scrivo. Non avendovi io mai inviato un tubo significa che dovrete andare a naso. Il mio account facebook è privato e Twitter lo uso pochino, ma dando un’occhiata alla mia foto di profilo e, soprattutto, a quella dei miei amici potreste farvi già un’idea, specie se non è estate, Natale, periodo di mondiali di calcio o di linciaggio di femmina in qualche paese islamico.

Tendenzialmente non scrivo poesia, non scrivo gialli, saggi, romanzi rosa, libri per bambini, libri per anziani, libri per adolescenti, libri per Bruno Vespa, manuali per trovare la serenità, per perderla, per trovarla facendo credere che non l’abbiate trovata, per fare sughetti veloci, per defecare senza emettere rumori o per farlo all’aria aperta, fischiettando e con indosso una salopette jeans ed un cappello di paglia, ma provate lo stesso. Magari mi beccate sbronzo, a corto di soldi o in salopette jeans, episodi che ultimamente tendono a verificarsi contemporaneamente.

Vista la grande quantità di proposte che ricevo quotidianamente siete pregati di telefonare per accertarvi dell’avvenuto arrivo della proposta o dell’esito della valutazione. Difficilmente al telefono entrerò nel merito, ma mi sono persuaso del fatto che ricevendo tante telefonate la mia coinquilina figa finirà col credere che io sia un tipo tosto.

Prevedo di rispondere entro 7 mesi dall’arrivo della vostra proposta. Nel caso di rifiuto risponderò comunque con una lettera standard nella quale, dopo alcune sentitissime frasi di circostanza, passerò a parlare di me idealizzando il mio passato. Mi aspetto comunque di ricevere una lettera standard alla mia lettera standard di rifiuto, portata da un postino standard e con tanto di divisa standard. Avete carta bianca relativamente al contenuto della missiva, ma mi piacerebbe trovarci almeno qualche riga su gatti e video di gatti che vi hanno colpito.

Indicazioni tecniche.

Più o meno dall’avvento di internet prendo in considerazione solo proposte pervenutemi in formato cartaceo (non prenderò in considerazione proposte inviate tramite mail, cd rom, fax, piccioni, colombe, falchi, aquile, biscotti della fortuna, cantanti rionali prezzolati, postini di “C’è posta per te”, Gianluca Vialli). Nel caso voi siate la Castelvecchio editore sappiate che prenderò in considerazione vostre proposte solo se pervenutemi tramite floppy disc.

La proposta (ad eccezione di Castelvecchio che deve munirsi di floppino) deve essere presentata in fogli formato A4, solo fronte, con le pagine numerate e molto ben profumate. Non mi interessa che siano rilegate e non pretendo che utilizziate un particolare carattere tipografico, ma per favore fate vedere che un po’a me ci tenete eh!

Disegni colorati di gatti, specie se tratti da qualche video virale, sono graditissimi.

Non nascondo che la presenza di disegni di gatti può influire sulla valutazione della proposta.

Il vostro nome (niente cognome!) deve essere ripetuto in stampatello anche sull’eventuale disegno di gatti allegato, insieme ad un titolo del disegno e alla data nella quale è stato realizzato.

I disegni di gatti, specie se ben fatti e tratti da video virali, non potranno essere restituiti per nessuna ragione e nemmeno a spese del destinatario.

Grazie infinite dell’attenzione,

Stefano Mosso.

FloppyDisk

Anobii: le vettovaglie del cuore.

Anobii: le vettovaglie del cuore!

Per chi si fosse perso dei pezzi, o svegliato adesso dopo aver mangiato una lasagna al Serenase, Tibten parla di scrittura e per la precisione di un tipo di scrittura molto particolare che è quella che si trova in internet. Se state pensando ai vari blog di scrittori o aspiranti tali fermatevi subito! La scrittura presa in considerazione non è la scrittura intesa come espressione artistico-letteraria, quanto piuttosto quella delle persone comuni, quei semplici utenti di forum e social network che vogliono dire la loro su un argomento che gli sta a cuore. L’idea di base è quella di andare a recuperare le frasi più divertenti e significative così come si potrebbe fare per quelle che si trovano impresse sui muri delle nostre città, nei bagni pubblici o sui banchi delle scuole. Gli argomenti finora trattati sono stati

– Donne e parrucchieri           https://tibten.wordpress.com/2012/06/06/7/

– Fascisti del terzo millennio https://tibten.wordpress.com/2012/06/06/parola-di-camerata-2/

– Viaggi                                      https://tibten.wordpress.com/2012/06/06/qui-a-me-non-mi-ci-vedono-piu/

La raccolta di oggi è stata tratta da  http://www.anobii.com/home ……………………………………………………….

……….si parla di LIBRI!!! (provate ad indovinare a quale libro corrisponde oggnuna delle frasi selezionate)

Senza titolo

In qualsiasi modo si immagina noi stessi sempre ci immaginiamo veggenti.

(rèverie)

Primiera!

piccolo capolavoro che tutti dovrebbero aver letto almeno 1 volta… io, anche 3 o 4, più la rappresentazione teatrale ed un giardino in tema a Montreal!

(paola polini)

Bocca piena

Carino! 🙂 Mi ha lasciato con il sorriso in bocca!

(A Carlino)

Il confuso

e molto bello non ti da molte emozioni ma è il migliore

(lettori1c)

Licantropi potenziali

se trovassimo la frase: «non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi» in qualsiasi altro libro, solleveremmo ululati al cielo).

(MariaClara)

Soffietto al cuore

Una storia da sognare e aspirare a cuore aperto ad ogni pagina

(anele83)

Parole in libertà

carlotta un fiero e robusto contrabbasso votato a sostenere la ricerca della bellezza del suo amato edoardo che la guarda negli occhi per suggerirle alcuni bisogni di assolo e lei che capendo traccia un alfabeto sonoro essenziale al limite del bacio

(giovanni milone)

Il gomito

un corpo farsi così esasperatamente linea dell’io che al calar delle sue forze letterarie  cade come un vaso dalla credenza, fa cadere il vaso con un gomito gonfio e peloso.

(J. None)

La lettrice animalista

Sparare nelle orecchie di un orso non è una cosa divertente, non mi ha fatto ridere!

(Agamtaj)

Il lettore sdegnato

E’ evidente come il signor Defoe non abbia mai fatto il contadino o l’allevatore e non sappia quasi nulla delle isole tropicali…

(Paolo Z)

Il suo scaffale in quel caso

loro sono lì, sullo scaffale, nel mio caso della biblioteca, e zan! Li vedi, li prendi, li leggi e…ti cambiano.

(Chiyo)

Una strana sensazione

La storia di per sé è bella anche se ho avuto la sensazione di averla già sentita sotto forma di leggenda/narrazione, ma molto più breve

(Uddina)

L’horror possibile

Finalmente la mia dolce metà ha capito che prediligo le storie dell’orrore che sono verosimili

(giuliana85)

Preparativi all’immortalità

Siamo nel momento in cui lei decide di rinunciare alla sua mortalità e l’intera faccenda è incentrata sui preparativi e i compromessi che ne comporta

(Giuliana 85)

Il peso dell’esperienza

Il vampiro Edward a mio parere alza di molto il livello della saga, grazie alla sua “maturità” secolare.

(giuliana85)

La vendicatrice

i personaggi principali sono odiosi, fanno venir voglia di riscrivere la storia per poter infliggere loro la giusta punizione!

(Kyara86)

Della serie: “lo dicevo io che aveva qualcosa di strano”…

Ma presto scopre che suo nuovo amico non è per niente normale, infatti è un licantropo, nemico naturale dei vampiri !

(Livia Piomelli)

Forza Roma! Forza lupi!

gli dò due stelle, perchè la lunga assenza del vampiro protagonista lo rende decisamente un libro migliore rispetto al precedente.  E io comunque tifavo per il lupo.

(Rogue Raven)

La crisi

In questo libro la protagonista viene colta da una crisi di stupidità totale

(Irez)

Il climax impossibile

Diciamo che parte blando, ad un certo punto fa piangere (me: come una cretina), poi decolla e ancora dopo diventa semplicemente troppo.

(Marte)

Scadenze

La delusine d’amore è resa in modo molto realistico… diciamo che un pò poi scade nella cazzata…

(Fridonza)

Leggimi! Leggimi! Leggimi!

Sicuramente il secondo libro della saga è molto più incitante rispetto al primo

(Angela)

Piangere sulla carta sprecata

Magistrale la scelta di lasciare le pagine vuote ad indicare i mesi che passano lenti, tristi, grigi, vuoti. Ho pianto.

(Rellina)

Aborro (con la erre moscia ovviamente)

Storco tuttavia il naso – da giocatore di ruolo (quasi) professionale – davanti questi nuovi vampiri.

(Shimazu)

Il dono della sintesi

Due coppie si trovano a passare un periodo insieme, e scoprono grandi affinità fra loro, tanto che si vengono a creare due nuove coppie.

(Grazia Maccagni)

Stroncature

Regalato a me e ai miei compagni di banco delle scuole medie da una testa di cazzo di sindaco. Mai letto.

(Lepre)

La peggiore compagna di letture

é stato talmente snervante che per compensare me la sono presa con la prima Carlotta che mi è capitata sotto mano..

(Sianna)

Osmosi

Se i promessi sposi sono una palla allora lo è anche questo

(VialeArturo)

Carlo Bucoschi

Probabilmente la maestra d’italiano delle elementari di Bukowski deve esser morta per ragioni a noi sconosciute e i danni si vedono.

(Uscua)

Barboni inside

Bukoswky è forse un genio, forse un barbone sudicio, ma che importa? In fondo non siamo tutti in pò barboni nel nostro profondo?

(Giupic)

Lo studente modello

l’ho mollato perchè non ero un fissato coi libri come ora e poi avevo la scuola.

(ThomasPesaro)

L’italiano-lettore-medio

Sicuramente la persona migliore del calcio italiano. Un uomo vero

(Devlin)

Questione di salse

Il romanzo macinato e restituitoci irriconoscibile in un magnifico gigantesco hamburger condito delle salse più sapienti.

(Gil d)

Il libro affettuoso

La presenza di ricordi dell’autrice e delle dediche di chi le ha regalato le ricette lo rendono affettuoso.

(Cric c)

Detto fatto

Sia chiaro, io non discuto i gusti della gente: cazzi loro se hanno dei gusti primitivi

(Cirocia)

Piacevoli circolarità

Mi è piaciuto il finale, che è poi la frase del titolo.

(Alice Darkchain)

Lo spoiler più veloce del mondo (n.d.c. E’ la prima ed unica frase della recensione)

ho pianto quando è morto pollo.. e figurati se non moriva il migliore!

(come il sole a mezzanotte)

Immedesimazioni in corso

inizialmente ti senti Babi e alla fine sei Step…

(Jolie in Love)

Contagio letterario

se solo “l’Alessandro” fosse stato sconfitto dalla peste, milioni di studenti avrebbero potuto fregarsene di un tale scempio…

(it’s problably Me)

Recriminazioni

Non mi far credere, Alessandro, che non avresti potuto liberare NEANCHE una giornata per Matilde. Si capisce benissimo che stai prendendo tempo.

(Universe)

 Vettovaglie terapeutiche

è un tipo imitabile ma stando un po’ attenti può diventare un approdo dove riconoscere le vettovaglie che ci fanno stare bene.

(giovanni milone)

Forza di volontà

anche per leggere questo libro ho dovuto superare un mio profondo schifo,i maiali

(Morgaina la Faye)

Ultimi raggi di sole

In una tranquilla cittadina Tunisina, simbolo più della provincia occidentale che di quella araba, i topi escono dalle fogne per morire alla luce del sole.

(Carlo Congia)

Sfide

Sia dia onore al buon Camus per il semplice fatto di esserci arrivato prima. Ma nemmeno possiamo fucilare Josè per essere venuto fuori dopo, mica è colpa sua.

(Marco Migliorato)

Scoperte sensazionali

“Tre uomini in barca (per non parlare del cane)”: chi diavolo ha mai sentito nominarlo!!

(Darkàla92)

Sbornia in collina

uno stile che vorrebbe arrivare alle fatidiche alte vette ma che si ferma in collina per ubriacarsi di filosofia spiccia e piuttosto banale.

(Gheo)

Grandezze

Sono solo 70 pagine ma fatico a finirlo e non ho ancora capito le dimensioni dell’insetto…

(Lara)

Stupido scarafaggio

Avrei voluto urlare contro lo scarafaggio, tanto mi sembrava stupido il suo modo di agire e pensare.

(Miss Clio)

Quando le dimensioni contano

Non ho paura degli insetti. Ho solo un senso di disgusto per quelli giganti.

(LadyMarian)

Caccia al tesoro

Fondamentalmente non sopporto quei libri il cui significato sta nella postfazione o in altri libri.

(mabb)

Quello che Kafka non poteva permettersi

non c’è un filo di razionalità nella trama, e secondo me Kafka non poteva permetterselo, non essendo in un fantasy.

(Eleonora90)

Il dubbio

un legame strano fra l’attrazione e l’ansioggenità (si dice?)

(Lackoo)

Stroncature

lo ripeto, da lasciare appeso al rampo della Quercia Grande!

(Sneguruska – ueniuò)

Riflessioni di un onanista

Col chiodo fisso di diventare asini se al posto di aiutare una vecchia ad attraversare la strada si va a vedere un sito porno. Un libro che ti segna

(bimbasesapessi)

I Libri che gli homeless non hanno letto

Fra i classici per l’infanzia e per capire l’importanza di avere uan casa calda, pasti regolarie e abitudini.

(Arte1misia)

Il mondo dopo la mucca

Durata dell’idillio: tre pagine. Più o meno. Dopo la mucca muore, e tutto precipita.

(Valeria)

Indicazioni terapeutiche

Orano è il muro che costruiamo fra noi e gli altri. Da leggersi prima o dopo “Cecità” di Saramago.

(ige170779)

Stroncature

Oliver-faccino-cuccioloso. Oliver l’angioletto. Oliver che palle.

(Gift)

La monotonia degli orfani

carino,anche se qste storie degli orfanelli alla fine sembrano un pò tutte uguali^^

(Sandrina)

Aerodinamica

Non è un brutto libro, solo che non decolla. E non è un difetto da poco visto la mole di pagine.

(Sendo)

Stroncature

Non mi piacciono i clown e odio gli opinionisti… Fate un po’ voi…

(Lucazac)

Stroncature continentali

Leggere un libro americano è come andare a sciare in Africa…

(K. L’Agrimensore)

Agonismo letterario

l’ho finito con grinta….

(Bimbo)

Un cuore grande

Un titolo I RAGAZZI DELLA VIA PAAL che sul quadernino nel mio cuore è scritto in lettere tutte maiuscole.

(vcm14)

Classici

Signori questo è un vero libro..il classico dei classici sui lager.

(Liuk)

Se questa è una recensione

Troppo scontato. Soprattutto il messaggio che viene troppo spesso passato è che gli ebrei sono stati deportati. E gli italiani normali?

(ArtEc)

Un bel tema

dovrei solo recuperare un tema delle superiori in cui dico che questo e’ il Libro.

(Allerta)

Meta-stroncatura

Sospeso e inconcluso…. come anche la mia vita.

(Valentina Schirato)

Benda e cappuccio

è un libro teso, freddo e a tratti lisergico sul grande male che attraversiamo bendati, legati a una barca che affonda, incappucciati.

(Dario Morgante)

“Ops!”

coprotagonista è Daniele il primo ragazzo a cui Melissa provoca un orgasmo,

(Jack)

La forca che ti stupisce

al di là della logica, inquisitore sulla forca rotolo assieme alle altre teste.

(J. None)

Stroncature

2 palle, è la storia di un processo per qualcosa che non viene detto.

(Andriolomarco22)

Stroncature culinarie

E’ vero, non sono una persona paziente, ma nemmeno le omlette alle erbe e la limonata sono riuscita a sopportare.

(Nereia)

Domande

Ma questo Pereira davanti a chi sostiene? Al ritratto di sua moglie? Ad un tribunale? Al suo direttore?

(Francesca R)

Stroncature

….gli spiriti sono più che altro quelli de li mortacci della scrittrice che evochi ad ogni pagina per la mediocrità del libro…

(Bastianlliprimo)

Il libro che porta sfiga

lo stavo leggendo quando morì mio padre, poi non l’ho più ripreso. Nè lo riprenderò in futuro, probabilmente.

(Andrea)

Gli occhi del cuore

A meno che non veniate affascinati dal pragmatismo di Esteban, unico in casa con i piedi per terra ma con gli occhi del cuore tristemente chiusi.

(Etnagigante)

Un grosso calibro

Mi è piaciuto questo punto di vista da parte di un intervista del suo calibro.

(Luca Cappelletti)

Stroncatura freudiana

talmente deludente che l’ho perso, non lo trovo più…

(sunrise)

La sua Africa

In effetti conosco un africano, due lauree, persona stupenda, che crede agli stregoni e dice di essere certo che essi possano mandare un fulmine in testa a chi non rispetta le antiche leggi…

(Tarzanzuki)

Perdita di credibilità

In un crescendo di eventi buffi, il fantasma, verrà privato della sua credibilità nello spaventare

(Jack)

La sintesi

il simposio è un banchetto dove i filosofi si riunivano a bere e mangiare poi si sceglieva un argomento e se ne parlava.

(NicoleHD)

Giochi pericolosi

Socrate, Aristofane, Alcibiade, Apollodoro, Erissimaco, Parmenide… si passano la parola come si passa una palla incandescente sul campo da gioco

(Astrea)

La svolta

Ma Paul sa che non è così. Visto un ragazzino a Manhattan con una puzzola in gabbia, Paul si domanda dove il giovane abbia trovato l’animale. Sarà lui stesso a decidere la storia del ragazzo e della puzzola, proprio con la sua fantasia

(thefox!)

Commozione

mi sono addirittura commossa all’idea che i discendenti di Gesù possano ancora esistere tra di noi, grazie alla sua relazione con Maria Maddalena

(VeneziAnna)

Il trucchetto

Ricordatevi solo una cosa: andate oltre la descrizione dell’abbazia, un pò troppo lunga e poi finirete il libro in men che non si dica.

(Rox)

Finale col botto

Alla fine del libro ho scoppiato un raudo!

(nannarella13)

Stroncature impossibili

abbandonato causa stronzo.

(Giorgina)

Culi

è una donna matura e intelligente imprigionata nel corpo di un’adolescente nè carne nè pesce col culo largo.

(Giorgina)

Il sarto che si mortifica le mani

Dopo aver visto tutto cio’ il sarto smetterà di cucire e si metterà a fare un lavoro che mortificherà le sue mani speciali.

(Massimo)

Rap e Giappone

Lo comprai quando avevo 17 anni e facevo kick boxing perchè ero in fissa col giappone, i guerrieri e quelle cose lì da reppettona ubriaca

(Ilaria Sparacina Bramato)

Cuori a confronto

Il piombo nel cuore che lui racconta è simile al macigno del mio cuore.

(Alessandra Miss Acydula)

Sforzi

La vicenda è senz’altro un bel bubbone da tirar fuori

(❤P[̲̅a̲̅]tⒶtяak69✿)

La metafora perfetta

Il garbo e l’ironia di Gramellini sono vaselina che addolcisce il trauma del libro triste

(Benedetta Colella)

Note

1 Anobii, il nome del sito, non fa riferimento al dio egizio, ma al tarlo (Anobium Punctatum) che viene usato nella lingua inglese in una frase che è l’equivalente della nostra espressione “topo di biblioteca”. E’ stato creato nel 2005 ad Hong Kong da Greg Sung.

2 Su Anobii potete realizzare la vostra biblioteca virtuale inserendo i vari libri di cui siete in possesso, utilizzando il codice ISBN o dei motori di ricerca interni. Potete dare un voto ai vostri libri (da 1 a 5 stelle), recensirli, scrivere dei passi che vi sono piaciuti e commentarli, catalogarli a seconda dell’argomento che trattano, aprire dei forum per condividere le vostre impressioni, commentare le recensioni degli altri o semplicemente segnalare che vi sono state di aiuto. Potete anche inserire libri che non avete letto, compilare liste di desiderata, inserire informazioni relative al vostro uso di quel libro (quando lo avete comprato, quanto tempo avete impiegato per leggerlo, per rileggerlo, aggiungere dei tag). Solitamente le librerie delle persone sono pubbliche, anche se nulla vi vieta di non renderle pubbliche o di rendere pubblici alcuni libri ed altri no. Essendo Anobii a tutti gli effetti un social network le attività di interazione sono molteplici. Potete avere degli amici (come su facebook), far parte di gruppi tematici (come su facebook), creare dei gruppi (vedi sopra). Sul sito sono presenti, ad oggi, 35 milioni di libri. Se avete uno smartphone vi basterà scaricare l’applicazione che vi consente di usare il vostro smartphone come uno scanner, inserendo così il libro in maniera molto ma molto veloce. Se il libro che volete inserire non è presente potete inserirlo voi stessi facendo però attenzione a che non sia già presente. Potete anche scambiare libri o venderli e mi risulta che ogni tanto vengano organizzati meeting tra gli utenti che si sono conosciuti in rete.

3 Di ogni libro ci sono molte, a volte tutte, le edizioni pubblicate. De la “Divina Commedia” sono presenti 484 edizioni, 332 de “Le Avventure di Pinocchio”, 285 de “I Promessi Sposi”. Non tutte le recensioni degli utenti sono delle vere e proprie recensioni, a volte qualcuno si limita a scrivere una semplice frasetta per dire se gli è piaciuto o no. Questo non toglie che le recensioni siano spesso molto numerose. Abbiamo, tanto per fare degli esempi relativi ai soli libri italiani (o alle relative ed. italiane), 2214 recensioni de “Il Codice da Vinci”, 1733 recensioni di “Gomorra”, 1435 de “Il Nome della rosa”, 1362 di “Guida intergalattica per autostoppisti”, 918 recensioni di “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire”, che fanno poco più di 9 recensioni per ogni colpo di spazzola! Niente male no?

4 http://www.anobii.com/gregsung/books Questa è la libreria del creatore di Anobii. Non certo un gran lettore, dal momento che la sua libreria contiene solo 151 libri. Nemmeno uno che ci si applica più di tanto, visto che ha scritto solo 36 recensioni. Anobii calcola automaticamente il livello di compatibilità tra gli utenti e lo mostra ogni volta che vai sulla pagina di qualche utente. Tra me e Grag Sung il livello di compatibilità è basso: 4.8! Abbiamo solo tre libri in comune. Oltre a questo Anobii segnala che abbiamo tre interessi comuni che sono: biografie, storia e scienze sociali. Sembra che ad entrambi piaccia leggere Kundera, Beckett e Haddon. Non posso esprimermi per lui, ma per quanto riguarda me non è che la cosa sia proprio in questi termini.

5 La grossa differenza con facebook è che su Anobii non avete ragione di esistere se non come lettori .Solo in seguito siete uomini/donne giovani o vecchi. Non vi è consentita alcun altro tipo di identità non correlata alla lettura. Su facebook posso esprimermi in quanto appassionato di Caravaggio, come figlio unico, come possessore di un gatto, come italiano che è stato in Kenya, come uno che beve il caffè amaro, come qualsiasi cosa vi passa per la testa e saltare tra queste con la massima naturalezza perché se sta bene a voi potete farle coesistere tutte, anche quelle che si contraddicono (basta entrare nel gruppo: persone incoerenti). Anche su Anobii potete cambiare argomento con la massima facilità, ma sarete costretti a trovare prima un libro che ne parli o a dimostrare perché collegate il vostro amore per lo stracchino Nonno Nanni con il “Giulio Cesare” di Shakespeare.

6 Anobii già dal nome richiama ad un rapporto quasi fisico con la carta e allo stesso tempo ne fa a meno. Rappresenta un bel paradosso specie se consideriamo quanto l’universo libro sia messo in discussione dalle nuove tecnologie. Mi limito a segnalare questo, non ho le capacità e le conoscenze per approfondire la questione senza scadere nel chiacchiericcio più scontato.

7 Anobii funziona veramente di merda. È lento, spesso è fuori uso per manutenzione e la persona che ha sviluppato il motore di ricerca interno credo sia stato raggiunto da tante di quelle maledizioni che se ancora respira è un miracolo.

8 Su Anobii ci sono le testimonianze dei giovani che hanno iniziato a leggere grazie ai libri di Moccia. Pensavo che fosse una leggenda ed invece esistono, sono persone normali e in genere parlano di come poi abbiano capito che la letteratura vera sia da ricercare altrove. Io continuo a diffidarne.

9 Libro del cuore, ti prende al cuore, colpisce il cuore, resta nel cuore, respira col cuore, tocca il cuore, scioglie il cuore, accarezza il cuore, allarga il cuore, fa battere il cuore, entra nel cuore, serve al cuore, libro Cuore, fa bene al cuore. Ricorre più la parola cuore nelle recensioni di Anobii che in un trattato di cardiologia. Una volta partecipai ad un concorso di narrativa. Tra i partecipanti c’era un racconto chiamato “A cuore scalzo”. Lo so che non c’entra nulla adesso ma non ho resistito.

10 Problema spoiler. Su Anobii alcune recensioni nelle quali si svela la fine del libro sono segnalate agli altri utenti. Comprendo la necessità di tutelare i lettori di gialli e di thriller ed affini. Non comprendo la necessità di segnalare come spoiler recensioni di libri come I Promessi Sposi. Ho apprezzato enormemente la segnalazione di spoiler su La Sacra Bibbia. Geniale!!!!

11 “Cecità” di Saramago ha praticamente rovinato “La peste” di Camus. Io tifo per il secondo comunque.

12 Il mio nome utente su Anobii è stefano.ostia ; )

Buona lettura!!!!

anobii1