Zio Reginaldo mente! [Breve analisi de Gli Aristogatti]

Tutti voi ricorderete “Gli Aristogatti”, il celebre cartone animato Disney del 1970 che narra le peripezie di una gatta della haute société e dei suoi tre micetti nella Parigi di inizio Novecento. Tra i vari personaggi di questo film ve n’è uno, Zio Reginaldo, (Waldo nella versione originale doppiato in italiano da Gianni Bonagura) che compare solo per un paio di minuti. Vi invito oggi ad una veloce analisi della sua apparizione nella quale decostruirò i suoi comportamenti e dimostrerò che Reginaldo altro non è che un alcolista cronico della peggior specie.

Sequenza 1: “La rissa”. Si vede il Petit Cafè, un ristorante di Parigi, si sentono dei suoni che distraggono la macchina da presa e portano l’inquadratura sul retro del locale dove, attraverso una finestra, vediamo Zio Reginaldo colluttare con il cuoco. [Notare che si sente solo il cuoco urlare mentre l’oca fa i suoi versi: siamo guardando la scena dal punto di vista degli umani, Reginaldo è solo un’oca in questo momento].

Sequenza 2: “Fare finta di niente”. Zio Reginaldo è fuori, sul marciapiede, sotto ad un lampione. Cosa fa? Torna in sé, o almeno ci prova: si dà un tono! Come? Riassume la postura eretta (aiutandosi col lampione) e, più importante, si risistema il cappello sulla testa! Come se nulla fosse si prepara a tornare in società e concentra le sue, relative, energie per mostrarsi quanto più accettabile possibile. Tanto più è grave il suo stato di incoscienza tanto maggiore sarà la sua attenzione ai dettagli (il cappello). Pateticamente crederà che se questi sono a posto nessuno noterà il resto. Questo è uno dei comportamenti più classici dell’alcolista consapevole del proprio stato.

Sequenza 3: “Oh my God!!!” Arrivano Guendalina Blabla e Adelina Blabla. Riconoscono lo Zio Reginaldo e lui a sua volta riconosce loro. La prima reazione di Reginaldo è di paura, ma subito viene corretta in un atteggiamento festoso: “le mie nipotine preferite!”. Ci troviamo qui di fronte al classico comportamento – finto – del beone che è amico del mondo e che è capace di ricoprire di affetto e belle parole perfino persone che in condizioni normali non degnerebbe del saluto. [L’inquadratura è ad altezza oca e quindi giustifica il fatto che parlino tra loro].

Sequenza 4: “Ma guarda come stai!” Adelina Blabla e Guendalina Blabla si rendono conto delle condizioni pietose dello Zio. Non sembrano scandalizzate più di tanto, elemento che avvalora la mia tesi, ovvero che lo Zio Reginaldo non sia affatto nuovo a questo tipo di esperienze.

Sequenza 5: “Non è come sembra/non è colpa mia”. Ci troviamo qui ad affrontare il più caratteristico dei comportamenti dell’alcolista compulsivo: il tentativo di deresponsabilizzarsi. Zio Reginaldo riesce in pieno nel suo intento scaricando la colpa verso il cuoco del ristorante. Questo comportamento vanta numerosi modi di concretizzarsi, diversi nelle forme, ma tutti uguali nella sostanza. Bisogna spostare l’attenzione non sul fatto che si è bevuto, ma sulle cause che hanno reso questo fatto inevitabile, facendo passare l’alcolista da colpevole a vittima. Qualche esempio? La ragazza stronza che ti ha scaricato, la morte di qualche lontano parente, essere della Lazio. Fondamentale nella riuscita è poter esibire qualche prova. Qualche sms della ex sdolcinato conservato sul cellulare, una vecchia foto dello zio da accompagnare alla narrazione singhiozzante di un vostro ricordo d’infanzia che lo riguarda, la maglia di Brocchi che nascondete sotto al Loden. Zio Reginaldo, ad esempio, utilizza la mancanza delle piume posteriori (probabilmente da attribuire invece a qualche incidente causato dalla sua ebbrezza) rafforzando la finzione parlando di sé come del “povero e vecchio Zio Reginaldo”: avete a che fare con un vero virtuoso, altro che oca arrosto!!!

Sequenza 6: “Cazzeggio”. Ottenuta la commiserazione si dà al cazzeggio più totale. Il cazzeggio può seguire di regola la fase della commiserazione senza apparente contraddizione. L’importante è che inizi quando questa ha raggiunto il suo apice e ci si trovi in una fase di stallo. Quando l’ubriaco tenta di forzare la fase di commiserazione oltre la fase di stallo si può a buon diritto parlare di un caso di “ubriacatura molesta”. Non sembra, ma spesso chi agisce in questo modo ha uno scopo ben preciso: andare in macchina ad ascoltare i cd di Masini.

Sequenza 7: “Si ricomincia”. Fortunatamente Zio Reginaldo non è un beone del tipo molesto. Anzi! Notate come sfrutta la fase di commiserazione a suo favore e si incammina con le nipoti con l’intenzione di andare a bere. Ha ritrovato tutto il suo smalto, la sua vera raison d’être: bere! “Andiamo a brindare a questa riunione di famiglia” strillerà trionfante. Vi potrà sembrare una frase innocente, ma così non è. Ha trovato un’altra scusa (e che scusa!) per celare il suo implacabile alcolismo: la famiglia. Ha saputo trasformare l’incontro con le sue nipoti, potenzialmente imbarazzante, a suo vantaggio. Zio Reginaldo….ti ho smascherato!   

P.S. Un ringraziamento a Marianna che mi ha dato modo di concentrarmi su questa scena del film.

Annunci

Vegan alla riscossa! Il meglio dai forum cruelty-free.

Cosa c’è in questo post? Una selezione di frasi prese da alcuni forum animalisti.

Qual è l’obiettivo del post? Fare ridere.

In che modo è possibile travisarlo? Considerando la selezione delle frasi come un modo per screditare i movimenti animalisti e le ragioni di vegetariani e vegani.

Cosa pensa Stefano di animalisti, vegetariani e vegani? Tutto il bene possibile.

Cosa pensa Stefano della frase “mangiare carne è nella natura umana”? Che è una cazzata.

Cosa pensa Stefano della catena alimentare? Vedi sopra.

Cosa pensa Stefano del gruppo facebook “le cazzate dei vegetariani”? Che sia frequentato per lo più da fascisti trogloditi.

A cosa paragonerebbe Stefano l’avversione di molti verso la dieta vegetariana? A quella verso l’omosessualità.

Cosa si sente di dire Stefano a vegetariani, vegani, trogloditi, fascisti, omosessuali, catene di alimentari o gruppi facebook? Nulla di nulla.

Precisazione animalista

Non sono lacrime, e non sono di coccodrillo.

(LullabyGolightly)

Le competenze del generalizzatore

ci tengo a sottolineare che non mi sogno minimamente di generalizzare, anche perchè non ne ho le competenze.

(gioman)

Ferisce più la penna che la brace

un vegano antipatico senza buon senso quando scrive certe cose fa danni a tanti animali

(Lemon tree)

La seconda rinascita

(evidentemente la prima rinascita lo aveva deluso)

per me è stato come rinascere una seconda volta!!

(Andre@)

Dio è vegan

il punto è che è difficile per molti sradicare un’abitudine, un condizionameto così profondo.. e io ormai penso che ci penserà Dio a loro

(universo)

Gli annunci impossibili

Cerco bambinaia per bambino crudo

(Stefanie)

Estremismo

in casi estremi o in situazioni estreme TUTTO diventa estremo

(dubh)

In nome del cane

lo sai perche’ intervengo ancora a risponderti? mica per te…… per gli animali..

(yasodanandana)

Momenti

Che bello!!! Qualcun’altro che crede nel farro!!!

(paola67)

Priorità

Ho mille pensieri in testa! Cerco di riordinarli, partendo dal meno significativo

(LullabyGolightly)

Happy cow

consiglia di bere il latte di mucca, in quanto più sattvico, ma alle seguenti condizioni: Che la mucca sia sana e felice

(Gandhi)

È quello della Lola?

Il latte di mucca può avere tracce di qualsiasi cosa che la mucca mangi incluso fuoriuscite radioattive provenienti dagli esperimenti nucleari

(Gandhi)

Errori in fatto di diete ed alimentazione

gastronerie

(abe_exodus)

Dentature di una volta

mio padre mi ha detto che di multivitaminici non ne ha mai preso, eppure spaccava le noci con i denti

(abe_exodus)

L’arrosto del ‘77

I vecchi cibi, stipati per anni da qualche parte per evitare danni, vengono rimessi in circolazione generando spesso le voglie di quei cibi che non assumiamo più.

(flib)

Senza titolo

So di alcuni crudisti vegani dal fisico indiscutibile

(blueyesvegan)

L’imboscata

Stavo benissimo, ma poi i carboidrati mi hanno teso l’agguato.

(Andrea68)

Chiome

a quell’uomo nessuno ha tolto un capello

(Stella10)

Cartesio was right!

Per caso o non per caso sono arrivata a leggere il libro sulla dieta senza muco e sentivo subito che il mio corpo ne è interessato.

(Zia Emma)

I fornelli degli orfanotrofi dei paesi lontani: un racconto breve.

C’è chi va in un orfanotrofio di un paese lontano, e a cui viene offerto un piatto di pastasciutta al formaggio dal sapore sgradevole, perchè fatta da bambini che non sanno cucinare: bambini che rischiano la vita per prepararti quel pasto, smanettando di nascosto con fornelli incandescenti, fonti inesauribili di fulmini e saette, per dimostrarti che sei importante per loro.

(LullabyGolightly)

Figli

non so la teoria e la pratica di questa mamma, però ti assicuro che avere un figlio “zampa di velluto” (o squalo, o Uomo delle caverne, ecc ecc) non è per niente facile.

(A. S.)

Il primo avocado

Oggi ho anche comprato il mio primo avocado da mettere nell’insalata…ma non so da dove partire!!!

(Vale6607)

Il piedistallo tra i piedistalli

Vi ammiro, ma piantatela di salire su di un piedistallo d’oro.

(LullabyGolightly)

I paragoni impossibili

la scienza è al servizio dell’industria, è affidabile quanto la strega che chiede al cacciatore di uccidere Biancaneve.

(MissMuffin)

Aggiornamenti di cui senti proprio il bisogno

Ho la pancia (vicino all’ombelico) sempre gonfia e secondo me c’è qualcosa che ristagna li da tempo. Vi terrò aggiornati

(Rosannadig)

Invio di proposte editoriali a Stefano Mosso: istruzioni che gradirei fossero lette con attenzione.

Gentili editori,

a fronte delle numerose proposte che mi vengono quotidianamente sottoposte sono stato costretto a compilare alcune indicazioni che siete pregati di leggere attentamente prima di inoltrare al sottoscritto qualsiasi tipo di proposta di pubblicazione.

Indicazioni generali.

Prima di contattarmi siete pregati di valutare attentamente che la vostra linea editoriale sia affine a quello che scrivo. Non avendovi io mai inviato un tubo significa che dovrete andare a naso. Il mio account facebook è privato e Twitter lo uso pochino, ma dando un’occhiata alla mia foto di profilo e, soprattutto, a quella dei miei amici potreste farvi già un’idea, specie se non è estate, Natale, periodo di mondiali di calcio o di linciaggio di femmina in qualche paese islamico.

Tendenzialmente non scrivo poesia, non scrivo gialli, saggi, romanzi rosa, libri per bambini, libri per anziani, libri per adolescenti, libri per Bruno Vespa, manuali per trovare la serenità, per perderla, per trovarla facendo credere che non l’abbiate trovata, per fare sughetti veloci, per defecare senza emettere rumori o per farlo all’aria aperta, fischiettando e con indosso una salopette jeans ed un cappello di paglia, ma provate lo stesso. Magari mi beccate sbronzo, a corto di soldi o in salopette jeans, episodi che ultimamente tendono a verificarsi contemporaneamente.

Vista la grande quantità di proposte che ricevo quotidianamente siete pregati di telefonare per accertarvi dell’avvenuto arrivo della proposta o dell’esito della valutazione. Difficilmente al telefono entrerò nel merito, ma mi sono persuaso del fatto che ricevendo tante telefonate la mia coinquilina figa finirà col credere che io sia un tipo tosto.

Prevedo di rispondere entro 7 mesi dall’arrivo della vostra proposta. Nel caso di rifiuto risponderò comunque con una lettera standard nella quale, dopo alcune sentitissime frasi di circostanza, passerò a parlare di me idealizzando il mio passato. Mi aspetto comunque di ricevere una lettera standard alla mia lettera standard di rifiuto, portata da un postino standard e con tanto di divisa standard. Avete carta bianca relativamente al contenuto della missiva, ma mi piacerebbe trovarci almeno qualche riga su gatti e video di gatti che vi hanno colpito.

Indicazioni tecniche.

Più o meno dall’avvento di internet prendo in considerazione solo proposte pervenutemi in formato cartaceo (non prenderò in considerazione proposte inviate tramite mail, cd rom, fax, piccioni, colombe, falchi, aquile, biscotti della fortuna, cantanti rionali prezzolati, postini di “C’è posta per te”, Gianluca Vialli). Nel caso voi siate la Castelvecchio editore sappiate che prenderò in considerazione vostre proposte solo se pervenutemi tramite floppy disc.

La proposta (ad eccezione di Castelvecchio che deve munirsi di floppino) deve essere presentata in fogli formato A4, solo fronte, con le pagine numerate e molto ben profumate. Non mi interessa che siano rilegate e non pretendo che utilizziate un particolare carattere tipografico, ma per favore fate vedere che un po’a me ci tenete eh!

Disegni colorati di gatti, specie se tratti da qualche video virale, sono graditissimi.

Non nascondo che la presenza di disegni di gatti può influire sulla valutazione della proposta.

Il vostro nome (niente cognome!) deve essere ripetuto in stampatello anche sull’eventuale disegno di gatti allegato, insieme ad un titolo del disegno e alla data nella quale è stato realizzato.

I disegni di gatti, specie se ben fatti e tratti da video virali, non potranno essere restituiti per nessuna ragione e nemmeno a spese del destinatario.

Grazie infinite dell’attenzione,

Stefano Mosso.

FloppyDisk