Personaggi da Roma-Lido con i quali non vorresti avere nulla a che fare.

I luoghi pubblici sono ideali per fare osservazione sociale e il trenino Roma-Lido è un luogo pubblico. Quello delle 08:00 è poi un luogo molto pubblico, particolarmente pubblico, quindi ideale per fare osservazione. Ecco alcuni personaggi che potreste incontrare. Vi riconoscete in qualcuno di loro?

L’emo che scende a Tor di Valle. L’emo che scende a Tor di Valle entra a Lido Centro con un’espressione sul viso e esce a Tor di Valle con la stessa espressione. Ha le cuffie nelle orecchie, una cartellina in mano e la matita nera intorno agli occhi. Nelle situazioni di stress da affollamento, quando state per scoppiare e urlare come un porco sgozzato fissare il vuoto negli occhi dell’emo che scende a Tor di Valle per qualche minuto può giovare al vostro equilibrio psico-fisico maggiormente che visualizzare mentalmente mandala di sabbia tibetani.

Il dritto. Vi sono livelli di saturazione che spingono anche i viaggiatori più combattivi a rinunciare a salire sul treno e attendere quello successivo. Il dritto apparentemente è uno di questi e tra questi cerca di confondersi. Se ne sta in banchina e guarda le persona accalcarsi nel vagone come i pinguini maschi in cova fino a quando il segnale acustico non segnala la chiusura delle porte. A questo punto il dritto si lancia all’interno del vagone puntando tutto sull’impatto di una buona rincorsa. Spesso riesce ad entrare sfruttando l’effetto bowling e attirandosi l’odio di tutti. Odio immotivato, dopotutto, perché il dritto non è consapevole di quello che fa. Esso risponde allo stimolo acustico un po’ come ai cani di Pavlov si attivava la salivazione al suono del campanello. Tolleratelo, non sa quello che fa!

Il Kamikaze. Il kamikaze è un personaggio raro, ma potenzialmente problematico. Diversamente dall’indottrinamento che spinge attivisti politici o terroristi a gesti estremi al kamikaze da Roma-Lido basta la perdita di un paio di treni per scoppiare. In preda alla furia, convinto che ci sia qualcosa di personale tra lui e l’ATAC, il kamikaze impedirà la chiusura delle porte con il proprio corpo o con qualsiasi strumento a disposizione. A questo punto, girato nella direzione del primo vagone inizierà a inveire con insulti e bestemmie. Non cercate di rabbonirlo, per il kamikaze voi non esistete più, non vi vede, non vi sente, almeno che voi non siate lo strumento che ha scelto per ostruire la chiusura. L’unica strategia attuabile è quella di sollecitare l’intervento della vigilanza. Attacchi fisici sono possibili, specie se di gruppo, ma sappiate che avete a che fare con una persona che non ha nulla da perdere.

La signora subdola. La signora subdola è all’apparenza la persona più cara e affabile della terra ma in realtà altro non è che un killer spietato che mira ad ottenere un posto a sedere. Le sue vittime sono le coppie di Stella Polare o i gruppetti di amici potenzialmente scout. Quando li individua trova il modo per inserirsi nei loro discorsi e in pochi minuti si attira le loro simpatie. Dopo averli lasciati parlare un po’ inizierà a parlare di lei. Partirà da un episodio irrilevante come una spesa fatta il giorno precedente, l’ascensore guasto o l’umidità del clima che poi,in maniera dimessa, collegherà al suo gomito, alla sciatica, ai suoi acciacchi, a quanto è dura la vita. A questo punto tacerà e si gusterà quel bel silenzio di imbarazzo che precede la decisione della vittima di cedere il posto. Accetterà subito, ringraziando, benedicendo, dicendo quanto sei caro e dopo due minuti la vedrai china sull’uncinetto che già per lei non esisti più. Fate attenzione dunque, non datele confidenza per nessun motivo.

L’impassibile. Annunciano ritardo, l’aria condizionata è rotta, all’interno del vagone state più stretti delle palle di Giuliano Ferrara… l’impassibile è colui che accoglierà ogni disagio con totale distacco, come se fosse la sua anima a dover andare a Roma e avesse lasciato il corpo all’Appagliatore. Potete spingerlo, pestargli un piede, insultarlo o sputargli in un occhio state sicuri che l’impassibile non reagirà in nessun modo. Potrebbe anche piombargli addosso un dritto da 120 kili: accoglierà l’evento come se fosse una delle cose normali cui aspettarsi quando si esce di casa.

Quello troppo solo. Quello troppo solo solitamente vive con i genitori e fa colazione con gli antidepressivi. Non ha alcun motivo per prendere il treno e recarsi a Roma la mattina, ma lo fa perché ha un grande bisogno di contatto umano. Nelle situazioni di più impensabile affollamento, quando è veramente troppa la carne schiacciata e anche all’impassibile cominciano a girare le palle quello troppo solo lo riconoscete dall’espressione di beatitudine che gli campeggia sul volto. Non si farà aizzare dal grillino, non inveirà col kamikaze, non vi risponderà se non con un sorriso alla vostre scuse di circostanza per il fatto che le vostre labbra gli solleticano l’orecchio o gli tenete una mano sul pacco. Non perché non voglia, ma perché non ci riesce, ma state sicuri che la vostra parola di circostanza se la ricorderà con affetto fino al momento di andare a dormire.

L’infiltrato. Ultimamente il movimento 5 stelle ha pensato bene di inserire infiltrati all’interno delle tratte più congestionate allo scopo di fare propaganda politica. Solo nella Roma-Lido ne sono operativi ventisette ed altri ne verranno inseriti dopo il master in vaffanculo frequentato via web. Il grillino attenderà i primi malumori per fomentare la rivolta, poi tenterà di veicolare il discorso da mobilità a governo, tasse, politica in generale. Fate attenzione!

L’intellettuale ad ogni costo. L’intellettuale ad ogni costo è quello che ha sempre un libro davanti agli occhi, anche se in pratica sta facendo petting con un contabile da Acilia e un romeno se lo lavora da dietro da Bernocchi. L’intellettuale ad ogni costo vero non si accontenta della lettura estrema, lui deve leggere Deleuze, Foucault o Nietzsche (possibilmente in tedesco), cose che insomma qualsiasi mortale potrebbe affrontare solo in condizioni di assoluta tranquillità. Resterà imperscrutabile, nulla romperà la sua concentrazione dunque se volete rubargli qualcosa fate pure!

Quello che sa sempre cosa accade. Il treno rallenta, si blocca una porta, si accende una luce, c’è puzza? Quello che sa sempre cosa accade sa perché il treno rallenta in quel punto, sa cosa dovresti fare per sbloccare la porta, sa perché si è accesa proprio quella cazzo di luce e nell’ultimo caso, quello della puzza, è capace di indicare con un tasso di affidabilità che si aggira intorno al 97.9% chi è stato a scorreggiare. Solitamente, come detto, ve n’è uno per vagone e credo ci siano delle normative specifiche atte a scoraggiarne la presenza di più di uno a vagone. È il nemico giurato dell’intellettuale ad ogni costo, la vittima prediletta della signora subdola  e il compagno ideale di quello troppo solo.

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19 commenti su “Personaggi da Roma-Lido con i quali non vorresti avere nulla a che fare.

  1. icalamari ha detto:

    Non poteva mancare, eh?

  2. minimetal ha detto:

    ahahah i kamikaze XD so tremendi!!!!! ti portano a livelli di compressione del corpo umano che mai avresti potuto immaginare =D anche l’intellettuale ad ogni costo ha sempre attirato la mia curiosità, mi piacerebbe chiedergli dove trovano la concentrazione (io c’ho rinunciato)

  3. stefano mosso ha detto:

    Io sono stato un intellettuale ad ogni costo per buona parte della mia vita…adesso ho imparato a selezionare le letture in base ai contesti e ho libri da treno, libri da letto, libri da scrivania…più che altro mi sono reso conto che invecchiando quella concentrazione di una volta non la si raggiunge più tanto facilmente… ; )

  4. elinepal ha detto:

    ahaha meravigliosa. La devo assolutamente rebloggare…. se poi ne scrivi ancora con altri personaggi ne creiamo una serie televisiva… 🙂

    • stefano mosso ha detto:

      Fai pure…ma dimmi un po’…anche tu hai la fortuna di viaggiare sulla Roma-Lido?

      • elinepal ha detto:

        No. Per me quella tratta è un po’ come un viaggio nell’esotico dei ricordi. Quando facevo sega a scuola, circa tre ere fa, invece di prendere la metro a Circo Massimo e scendere a Eur Fermi, a Piramide cambiavo e prendevo il treno per Lido. Di solito succedeva a primavera quando una delle prime giornate di sole mi impediva proprio fisicamente di andarmi a chiudere a scuola. Ma sono stata frequentatrice di metro B per anni (quando era ancora l’unica metro di Roma), vale lo stesso?

  5. elinepal ha detto:

    Reblogged this on elinepal and commented:
    E’ il giorno dopo il matrimonio di mia sorella. sono reduce dal mercatino della solidarietà a scuola del piccoletto e tornati a casa ha voluto fare le decorazioni di Natale…. Solo la lettura di questo post mi ha salvato dal compiere un gesto insano….

  6. Wish aka Max ha detto:

    Io non conosco la Roma-Lido ma uso la Metro B saltuariamente, e debbo dire che i personaggi quelli sono! Personalmente, ma faccio un uso saltuario del mezzo e quindi per me è più facile, mi situo a metà tra l’impassibile e l’intellettuale ad ogni costo. Aggravato dal fatto che leggo su Kindle. 😀
    Che poi nella macrocategoria impassibile ci sono diversi sottotipi: l’impassibile con videogioco, l’impassibile con giornale, l’impassibile con occhiale scuro e/o con valigetta.
    Bello bello, grazie per il sorriso.

    • stefano mosso ha detto:

      Ciao, benarrivato su Tibten e grazie del feedback, simpatico ed articolato. Hai perfettamente ragione, questi personaggi si adattano praticamente a tutti i contesti, di fatti non avevo velleità documentaristiche, ma semplicemente quella di far fare quattro risate… Grazie mille dello spunto sull’impassibile, adesso ci ragiono sù e magari gli dedico un post a parte… stay tuned…. ; )

  7. Chopra ha detto:

    Direi sullo stile narrativo dei soliti idioti anche se con sfumature decisamente più intellettuali, complimenti, molto divertente.

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